fonte video: repubblica.it
Potrebbe essere, probabilmente è, la madre di tutte le prove, soprattutto se, come si dice, le indagini hanno accertato il contenuto di “quella” busta. “Quella” busta è la busta che ha fatto cadere l’Amministrazione comunale di Buccinasco e portato in carcere l’ex sindaco Loris Cereda. Il circuito interno dell’ufficio del commercialista Ettore Colella ha infatti filmato la consegna a Cereda di quella che secondo l’accusa altro non è che una tangente di 10mila euro, copioso olio per far meglio scivolare a buon fine pratiche edilizie per conto di un gruppo internazionale per la realizzazione di un centro commerciale... Cereda intasca dopo una breve conversazione e se ne va non sospettando minimamente che tutta la scena possa essere stata filmata oppure perché certo della sua impunità. Era il marzo 2011, poco dopo scattano le manette per l’ex sindaco e altri amministratori locali (implicati peraltro in altre vicende), il Consiglio comunale viene sciolto, cominciano 15 lunghi mesi di commissariamento che portano alle elezioni e il centrosinistra (che ha mantenuto in questo periodo un atteggiamento distaccato lontano da possibili strumentalizzazioni della vicenda che d’altra parte si commentava da sé) al governo della città. In tutto questo periodo Cereda si è difeso strenuamente dalle accuse vestendo spesso anche con un linguaggio assai ardito i panni dell’accusatore nei confronti della magistratura e dei suoi metodi.
Una polemica che stride parecchio con le immagini che stanno facendo il giro di Internet, è difficile infatti pensare che la busta in questione contenesse gli auguri di Pasqua o una collezione di cartoline turistiche. La polemica di Cereda, che fino all’ultimo ha anche tentato di continuare a recitare un ruolo nella politica cittadina con la Lista politica giovane, appare sempre più come un tentativo di distrazione, depistaggio si potrebbe definire, dalla realtà dei fatti. Una realtà che probabilmente doveva essere ben chiara anche ai membri del PDL che dall’ex sindaco hanno preso le distanze precipitosamente e dallo stesso sono stati messi sotto accusa per una sorta di ingratitudine verso chicombatteva, a suo dire e detto più volte, una sorta di Vietnam giudiziario.
In una conferenza stampa del novembre 2011 Cereda raccontò la sua verità, espose la sua autodifesa e annunciò che stava scrivendo un libro in proposito dal titolo “All inclusive”. Così chiudevamo all’epoca il nostro resoconto di quell’incontro: “All Inclusive appunto, se poi il Tribunale individuerà degli “extra”, beh quelli bisognerà pagarli”. Gli extra sono arrivati e se mai il libro uscirà dovrà inevitabilmente avere in allegato un video, breve ma significativo.
Fulvio Scova
sino ad ora le immagini le aveste visto solo voi perchè nulla si apre
RispondiEliminaGentile Anonimo,
Eliminaè un video, non sono immagini. Se clicca sul triangolino al centro dell'immagine nera parte il filmato
Saluti
Il filmato non parte. Sono proprio sfortunato
RispondiEliminaScusi, non mi ero accorto della sua risposta...
EliminaProbabilmente le manca qualche aggiornamento sui lettori di video. Comunque trova lo stesso filmato sia su repubblica.it tra le pagine di milano che sul corriere.
Se non li trova me lo dica che le do i link diretti.
Saluti
Buccinasco, video sull’ex Sindaco Loris Cereda: "quelle immagini in sé non dimostrano nulla e di certo non inchiodano nessuno!"
RispondiElimina(Buccinasco, 5 luglio 2012) – Nella giornata di ieri diversi organi di informazioni hanno divulgato le immagini di un video a commento di una ‘notizia’ sulla persona dell’ex-Sindaco di Buccinasco, Loris Cereda.
“Il video, in sé, non dimostra nulla e certo non ‘inchioda’ nessuno. – afferma l’avvocato difensore di Loris Cereda, Vincenzo Santoro-. Superficiali ed errate anche le ricostruzioni ‘a margine’ del ‘sensazionale’ scoop: alcuno, neppure la pubblica accusa, ha mai nemmeno ipotizzato che Colella abbia versato tangenti per ottenere favori dalla P.A. in ordine a pratiche edilizie. Un particolare oggettivamente falso, come falso è l’attribuire al video valenze che non ha né mai potrebbe avere”.
“Lo spazio dato a questa ‘notizia’ è poco comprensibile – commenta Loris Cereda -, anche perché di eclatante c’è ben poco. E’ una ‘produzione documentale’ intervenuta all’udienza del 3 luglio da parte della procura di Milano nell’ambito del procedimento penale a mio carico. Un famigerato video al quale, la quasi totalità dei giornalisti, ha attribuito una valenza disancorata dalla realtà fenomenica e processuale. Mi sia consentita una breve premessa. Nell’ambito delle indagini del procedimento penale n. 32735/10 r.g.n.r. (procedimento che ha visto indagati, tra gli altri sia il sottoscritto che il Signor Colella), la procura milanese poneva sotto sequestro tutti i server ed i computer installati presso gli uffici del medesimo Signor Colella. Gli attenti investigatori si avvedevano altresì di un impianto di videoregistrazione interna ivi istallato. Tali apparecchi erano, poi, sottoposti ad un attento esame da parte di un consulente tecnico nominato dai Magistrati, consulente che, nella sua puntigliosa indagine, ha ‘rinvenuto’ molti file ma alcuna videoregistrazione, sicuramente non quella che oggi tanto interesse ha suscitato. In data 3 aprile 2012, era fissata la prima udienza dibattimentale innanzi il Tribunale di Milano, sezione IV penale, udienza rinviata - tout court - al 12 giugno e, poi, al 3 luglio 2012 per la richiesta di ammissione delle prove ‘raccolte’dalle parti (imputati e Pubblico Ministero).”
“Senza voler dare alcuna accezione agli eventi – prosegue Cereda -, guarda caso, il 30 maggio 2012, Colella, di sua sponte, ha depositato, presso gli Uffici della procura milanese, il famigerato video scoperto tra i file dei server a lui precedentemente sequestrati e poi restituiti, file ignorato dagli investigatori della Procura. In data 31 maggio, la difesa ha notizia del deposito e, nella medesima giornata, ne richiede copia con il relativo versamento dei diritti pari ad euro 296,48. Abbiamo, poi, potuto ritirare la copia a decorrere dai 3 giorni successivi. A posteriori mi sorge una considerazione: si sarebbe potuto evitare quell’esborso attendendo di reperire gratuitamente tale documento dal web e dai servizi giornalistici! Ma i giornalisti avranno versato i diritti di copia?”
“Ora, entrando nel merito delle immagini – spiega Cereda -, chiunque abbia un minimo di serenità intellettuale, dovrebbe ammettere che si assiste ad un passaggio di una mera busta bianca dal Signor Colella, all’epoca dei fatti commercialista del sottoscritto, a chi pare essere appunto il sottoscritto: è una busta il cui contenuto è sconosciuto a tutti tranne che a noi due protagonisti della vicenda. Si possono certo fare ipotesi ma si tratta appunto di mere ipotesi che potranno divenire verità processuali e solo processuali, dopo il vaglio del Collegio giudicante. Sino ad allora sono solo teoremi investigativi, nulla di più”.
Sig. Scova, da buon giornalista ha esordito con un titolo giustamente dubitativo: come ha correttamente osservato il video potrebbe avere un senso se e solo se si sia incontestabilmente accertato il contenuto di quella busta, questione che non viene minimamente chiarita dai commenti originali del sito che ha pubblicato il video (io l'ho visto sul sito di repubblica) e che, anzi, danno una versione che appare in contrasto con le affermazioni immediatamente successive all'arresto di Cereda (l'ipotesi di tangente riguardava, sempre secondo le eversioni ufficiali degli organi di stampa, altri soggetti).
RispondiEliminaE allora Le chiedo se è difficile immaginare che la busta possa contenere gli auguri di Pasqua, è facile immaginare che contenga del denaro? In quale punto dell'articolo si è sciolto il dubbio iniziale che Lei ha correttamente posto? Perché uno dovrebbe riprendersi mentre compie un'azione illecita? La telecamera era la sua e avrebbe potuto spegnerla o cancellare il file, non trova? E se invece avesse davvero voluto riprendersi, non avrebbe avuto più senso mostrare il denaro, anziché una busta bianca chiusa? Secondo la didascalia il video dura diversi minuti ( dopo sei minuti di discussioni il sindaco si alza ): Le sembra normale che per tutti e sei quei minuti la busta con "denaro sporco" rimanga sul tavolo? Che il video sia uno stralcio risulta evidente dal timecode in altro: la busta viene messa sul tavolo alle 12 e 54 e il Sindaco si alza alle 13, confermando quindi i sei minuti di dialogo.
Quindi:
1) Potrebbe anche essere vero che nella busta ci fosse del denaro così come potrebbe essere non meno vero il contrario; Lei ha mai ritirato una busta dal suo commercialista?
2) Appare contraddittorio, in base a quanto emerso in precedenza, riferire quel denaro alla tangente per fatti risalenti a molti mesi prima e che, da quanto pubblicato dagli organi di informazione, non vedono coinvolto il Sig. Colella.
3) Il dubbio iniziale non viene sciolto dai fatti a noi noti. Almeno non da quelli pubblicati: Lei potrebbe aver avuto accesso a informazioni non note al pubblico. Ma, in tal caso, non avrebbe avuto il "dovere" di darla la notizia?
Per tali motivi mi sarebbe sembrato più equilibrato conservare la forma dubitativa con la quale ha correttamente esordito ("gli extra sono arrivati" non si desume dalle immagini, o no?).
Non è che c'è molto da dire, le immagini sono eloquenti, quella è una busta(rella). Solo Loris Cereda potrà dirci qual'era il suo contenuto.
RispondiEliminaMa se non sarà chiaro su questo punto.... beh! Da dire ce ne sarà ancora meno.
Molti amici mi chiedono come mi sento dopo la diffusione del "video", lo ripeto, sto benissimo, però siccome sto ripetendo ogni giorno le stesse cose, per chi ha voglia ho scritto un semplice resoconto di cosa è questa "Grande Bufala".
RispondiEliminaBuona lettura:
http://lorisino.blogspot.it/2012/07/la-grande-bufala.html#comment-form
Ho fatto la fatica di leggermi sta sbrodolata e sinceramente di tali mirror climbing ne facevo volentieri a meno. Bastavano 2 righe per dire cosa c'era dentro, ne ha scritte 200 per non dirlo (e ipotizzare bufale e complotti), che dire?
RispondiEliminaPaolo, pensa come mi dispiace, io per questi giochetti sono stato tre mesi in carcere, fai cambio?
RispondiEliminaDetto ciò, sei in ovvia cattiva fede, perchè le due righe che dicono cosa conteneva la busta non cambierebbero nulla visto che ci sarebbe il solito idiota che direbbe, beh dimostralo, ed ovviamente nessuno può dimostrare cosa conteneva quella busta. ben più importante, se uno ha voglia di ragionare, è dimostrare come tutta questa bufala non stia in piedi comunque la si giri e al di là di quello che c'era o meno dentro.
Siccome non conosco di quali prove effettive siano in possesso questi famosi PM che fecero arrestare con gran clamore quattro o cinque personaggi di Buccinasco, tra i quali il Sindaco, assessori e consiglieri comunali, oltre a un imprenditore e a un commercialista, con tanto di elicotteri svolazzanti sulle teste dei malcapitati e di irruzioni della GdF come quando si catturano i capi della 'ndrangheta.
RispondiEliminaLa prima notizia che circolò sulla stampa fu che
sul Sindaco c'erano forti sospetti e prove lampanti di colpevolezza e, per dar credito a questa versione, si parlò di Ferrari, Bentley e "di una mazzetta di 10.000 euro".
Tutti pensammo che veramente Cereda l'avesse fatta grossa.
Poi si chiarì che ferrari e Bentley erano semplicemente dei prestiti della durata di una settimana o dieci giorni per provare l'ebbrezza dell'auto mitica.
Dell'unico atto corruttivo del quale si aveva notizia, quello della mazzetta da 10.000 euro, io riporto ciò che so: se Cereda non condivide la mia ricostruzione, può naturalmente smentirmi.
Da quello che appunto so, si trattava di un "premio di segnalazione" di 5.000 euro a Cereda e 5.000 euro a suo cognato (o cugino) per aver aiutato un imprenditore ad affittare un proprio immobile a Auchan a 10.000 euro al mese.
La tesi di Cereda, che io condivido, è che nulla vieta a un sindaco di segnalare un immobile per farlo affittare e ricevere la relativa provvigione d'uso: 1 mese di affitto (10.000 euro).
Poichè c'era di mezzo anche il cugino, a Cereda spettava la metà, cioè 5.000 euro. Che regolarmente fatturati e con la relativa ritenuta d'acconto, ha portato la cifra incassata da Cereda a 3.250 euro netti.
Questa sarebbe la somma intascata da Cereda, alla luce del sole. Nessuna "mazzetta" da 10.000 euro dunque.
Colella, in tutto questo discorso, non c'entrava nulla! Pertanto la busta non conteneva certo "quei" 10.000 euro di cui si è sempre parlato.
Quando uno va dal commercialista, è facile che gli venga data una busta: può esserci una fattura, la copia di un documento o altro.
Chi ha stabilito che c'erano sicuramente dei soldi?
Il filmato, a mio avviso, è accompagnato da un commento gravemente offensivo, calunnioso che influenza negativamente chi lo guarda.
Chi l'ha messo in giro sui giornali amici?
Qual'è lo scopo di questa sortita? Sputtanare a tutti i costi Cereda?
Non vedo altre motivazioni logiche.
Avrei preferito che nella sede deputata per stabilire colpe, prove e circostanze, i PM portassero prove inoppugnabili delle loro gravi accuse davanti al Giudice.
Se le avessero, non ci sarebbero problemi a far condannare Cereda e tutti ce ne faremmo una ragione.
Se però non le avessero, non si può condannarlo mediaticamente con filmati filtrati misteriosamente
dalle maglie del segreto (!?) istruttorio per alimentare il gossip malevolo dei colpevolisti mai sfiorati dal dubbio.
Nella madre di tutte le Scienze
RispondiEliminala ricerca sperimentale della Verità
è un lento, faticoso, appassionato interrogare la Natura.
Gli errori della Storia e delle Opinioni non si compensano:
sono come gli errori relativi nella Fisica,
si propagano e si sommano linearmente,
sia per eccesso che per difetto.
Flavio Turin
Gianfranco la tua ricostruzione è perfetta ed è anche quella che appare negli atti di indagine!!! Per la precisione il parente è il marito di una prima cugina di mia moglie (che per questa parentela è stata tenuta 8 mesi in stato di accusa prima di essere, grazie a Dio, prosciolta).
RispondiEliminaHai anche ragione sul "meccanismo"; un filmato bufala, accompagnato da un commento falso ma verosimile che condiziona gli ascoltatori più di quanto ogni smentita logica potrà mai fare, incredibile che anche un giornalista che mi conosce da oltre 10 anni ci sia potuto cascare. Tiremm Innanz.
ERRATA CORRIGE
RispondiEliminaRileggendo il mio intervento, mi sono accorto che la prima frase è "mozza": manca o cresce qualcosa perchè abbia un senso compiuto.
Bisognerebbe almeno togliere la prima parola: "SICCOME" e iniziare la frase da :
"Non conosco di quali prove effettive....." .
Pardon.
Gianfranco il tuo resoconto è perfetto (il parente è il marito di una cugina di mia moglie). Il problema è che questo schifo lo comprendono quelli che si mettono un minimo a ragionare sulle cose, quelli che, in buona o cattiva fede, sentono distrattamente un servizio che dice "ecco la prova che incastra..." sono già convinti e contenti.
RispondiEliminaLa mia domanda è: ma se è vero che fa notizia un video "che incastra", non fa, per la miseria, notizia anche l'evidente tentativo di incastrare un innocente che ha la sola colpa di non essersi mai inginocchiato davanti alle procure?
Scusate, riflettevo sull'Informazione dei nostri giorni.
RispondiEliminaQuanto è lontano il giornalismo "alla D'Annunzio" ..
.. abile a speculare sullo snobismo dei lettori,
sulle vanità di un'epoca che la mattina si cercava
e che voleva vedersi glorificata nelle pagine dei giornali !!
Oggi non è più così:
ci dica qualcosa l'Egregio Scova
da questa testata "SioNo",
che tutti continuiamo ad apprezzare.
Io, per ignoranza,
sono ancora fermo al SieNo di Cartesio ("Est et non", E' e non è).
Ma credo sia una deformazione galileiana ..
Caro Flavio T. erano ben altri tempi, eran tempi da “magnifiche sorti e progressive”, oggi chi vorrebbe apparire sui giornali stante che quasi sicuramente non si tratterebbe certo di gloria? L’orrendo Paese in cui viviamo è in svendita, squadre calcistiche comprese e va già bene che trova compratori.
RispondiEliminaColgo l’occasione per precisare qualcosa a proposito del profluvio di parole di Cereda (ti chiamo Cereda e non Loris per renderti pan per focaccia e comunque continuo a leggere i libri che mi consigli, credo che anche tu lo faresti anche se mi imputassero di rapina a mano armata, io non pretenderei che tu dicessi che sono innocente anche se colto sul fatto, è un esempio non ritengo che tu sia stato colto sul fatto, aspetto i processi). Ovvio che le notizie clamorose si danno in modo clamoroso, cerchiamo di essere adulti (abbiamo fatto tutti il militare a Cuneo). Il punto è: perché Colella ha consegnato il filmato? Ogni “delitto” deve avere un movente: se nella busta non ci fosse che carta straccia o ricevute fiscali la cosa non avrebbe senso alcuno, se c’è dell’altro il gesto ha un senso. Naturalmente il giudizio è influenzato dal contesto generale: possibile che di tutti i coinvolti nell’inchiesta ci sia un solo innocente totale?
Ottima riflessione: è la notizia che fa l'articolo o è l'articolo che fa la notizia?
EliminaPerché Colella ha consegnato il filmato? Ottima domanda! Perché non gli è stato chiesto?
Perché un imputato dovrebbe consegnare le prove di un crimine per il quale non sembra indagato? Anche questa potrebbe essere una buona domanda.
Nel filmato non si vede nulla di rilevante (una busta chiusa sul tavolo, dal contenuto ignoto) e il fatto viene messo in relazione, dalla didascalia che accompagna il filmato sul sito originale, con accadimenti in cui Colella non sembra coinvolto, sempre stando a quanto finora riportato dagli organi di stampa. Forse la didascalia è imprecisa, magari c'è dell'altro che non conosciamo, ma senza che questo mistero venga svelato il filmato in sè dice ben poco: direi piuttosto che è il modo in cui è stato presentato che lo ha reso un fatto "clamoroso", o no?
Che poi il filmato, inserito all'interno di un determinato teorema accusatorio, possa avere o meno valore probante, da quanto emerso finora, non siamo in grado di verificarlo; questa ovviamente è solo la mia modesta opinione.
Caro ex sindaco, ciò che appare evidente a lei non lo è a me.... e viceversa.
RispondiEliminaUn umile, ma saggio cittadino direbbe: "sono un uomo semplice, le parole mi confondono"
e le sue tendono a confondere, quando invece basterebbe semplicemente dire cosa diavolo c'era dentro quella busta.
Io non avrei problemi a dirlo se dentro ci fossero solo semplici rendiconti o cose simili, lei non lo dice, e so bene che non è a certo a me che deve dirlo....
ma allora di cosa ci vuole convincere?
Paolo: depliants, contento?
RispondiEliminaFulvio, sarebbe bastata una telefonata prima, o, almeno, un altro articolo, dopo.
La bufala è così evidente. E il fatto che Colella l'abbia tirata fuori proprio adesso (mentre probabilmente altre sue vicende arrivano al pettine) dovrebbe mettere un giornalista furbo sull'avviso, e, beccare la contro-notizia e fare di me la vittima e non il carnefice. Ci sono tanti innocenti, alcuni hanno patteggiato per evitare quello che sta capitando a me, strano che tu non provi a capirli.
E, infine, quando essere uomo aveva un senso le spie, gli infami, quelli che cercavano di salvarsi alle spalle degli altri esistevano, ma dovevano vergognarsi e camminare raso muro; oggi le loro vittime innocenti sono sputtanate dai giornalisti, invece di essere gli infami quelli additati allo schifo pubblico; caro Fulvio, da che parte stai del gioco?
e ci voleva tanto?
EliminaNo, ma vorrei che le persone dotate di spirito critico non si fermassero al "cosa c'è dentro" che è ovviamente opinabile; vorrei che ragionassero sulla follia complessiva di questa bufala. Solo così si può comprendere che NON POTEVANO ESSERCI DENTRO DEI SOLDI solo così si può capire l'infamità di una tortura che si sta giocando da un anno e mezzo sulla mia pelle. Perchè, al di là delle tante cazzate che si possono sparare on line o su un foglio di carta, bisognerebbe sempre pensare che al centro di questa vicenda c'è un uomo che soffre e c'è la sua famiglia che soffre insieme a lui.
EliminaQuesto vorrei che si capisse, vorrei che la gente cominciasse a pensare cosa vuol dire essere sottoposti a questo ingiusto massacro. Che io poi combatta e stia in piedi è un altro discorso, quanti poveri innocenti vengono ogni giorno massacrati da una magistratura cialtrona e dai giornalisti che cercano lo scoop? Non era forse più interessante (e più difficile) fare lo scoop sull'infamità di questo video? Ecco io ho dato ogni possibile elemento per scoprire l'infamità e l'infame ma forse questo fa poca notizia?
TUTTO è opinabile, soprattutto le sue ipotesi di complotto che vanno dimostrate; mentre invece se qualcun'altro dovesse ipotizzare che in quel plico ci fosse qualcosa di differente da ciò che lei afferma, toccherebbe a lui l'onere della prova.
EliminaNon ho mai parlato di complotto, solo e sempre di malagiustizia. Lei però ha un senso un po' strano della giustizia. Non è chi subisce un'ipotesi che deve dimostrarne l'infondatezza è chi enuncia l'ipotesi che deve dimostrarne la fondatezza. Io ipotizzo che lei pratichi riti satanici con sacrifici umani perchè nel suo cognome si nascondono i germi del paganesimo, le pare ragionevole che lei debba provare che è una fesseria. E invece il nostro sistemaa funziona al contrario, si mette in carcere un innocente, non si trovano le prove e allora, giusto per almeno sputtanarlo, se ne inventa una mediatica (che ho dimostrato essserlo non solo dal punto di vista del contenuto). A lei sembra una cosa civile?
EliminaLoris è lei che è "strano", io dico semplicemente che lei e solo lei oltre a chi le ha dato la busta, può affermare quale era il suo contenuto; se qualcun altro ipotizza contenuti differenti è lui che lo deve dimostrare.
EliminaSe lei si fosse semplicemente adoperato a dire che il contenuto di quella busta erano depliant, NESSUNO la poteva contestare.
Lei però ha preferito la linea del complotto e in questo caso è lei che deve dimostrare la malagiustizia nei suoi confronti.
Poi a me non pare che lei sia stato messo in gattabuia per questo video o sbaglio?
EliminaPaolo, la malagiustizia non è certo solo perchè danno alle TV un video oggetto d'indagine...
EliminaInfatti io sono finito in galera per molto meno (nel senso che non c'era nemmeno una prova fasulla)(e ci sono stato 3 mesi).
Questa vicenda me ne fa venire alla mente un'altra.
RispondiEliminaQui parliamo di 3.250 euro ivati e al netto di ritenuta d'acconto.
E guardate che guazzabuglio: arresti con elicotteri, Giunta costretta a dimettersi,tre mesi di galera, gente che ha patteggiato pur di uscire, pur di tornare a casa e al lavoro, intercettazioni a gogo, filmati distribuiti alla stampa per avvalorare le accuse (che forse non sono così solide).
Nell'altro caso abbiamo mazzette stimate in 500.000 euro (CINQUECENTOMILA!). Nessun arresto. Nessun elicottero.
Neanche uno straccio di intercettazione nè di filmati che fuoriescono nottetempo per dimostrare come un certo Penati incassava i quattrini con o senza buste.
Anzi: Filippo Penati continua tranquillamente a percepire 10.000 euro al mese come Consigliere regionale e, essendo l'unico componente del Gruppo Misto, si gestisce 240.000 euro all'anno con i quali si paga una segretaria (la sua di sempre) e tanti altri benefit.
E le cose procedono così a rilento, che Penati non verrà neanche processato.
Questa è la notizia bomba che un giornale dovrebbe pubblicare.
Deve dire grazie al PDL che assieme al PD ha votato lo "spacchettamento" del reato di concussione accorciandone pure la prescrizione.
EliminaIl reato di concussione per induzione che è quello dove sono state diminuite le pene e la cui prescrizione è stata accorciata era uno dei 3 reati a cui doveva rispondere Filippuzzo, che invece ora è già bello che prescritto almeno per ciò che concerne il caso delle aree Falk.
Provi a chiedere a Silviuccio per quale motivo il suo partito ha favorito questa modifica della legge, anzichè prendersela con la procura che queste leggi schifose per cui la UE ci multa da decenni le deve far rispettare.
Paolo, la durata dei processi in Italia è il problema, la discrezionalità difatto in chi o cosa perseguire, l'assoluta mancanza di qualsivoglia controllo verso chi sbaglia; non i termini di prescrizione, ma a voi grillini la magistratura sta bene così, prendiamone atto.
RispondiEliminaAh adesso è la magistratura che fa le leggi e taglia i fondi alla giustizia?
EliminaLa lunghezza dei processi è proprio dovuta ai politici che avendo SEMPRE qualcosa da nascondere (vedi Napisan ultimamente) si sono adoperati per renderla inefficiente. Non dico che non esista una casta dei giudici per carità, ma è davvero assurdo sentire gli stessi politicanti nazionali che hanno ridotto i giudici a lavorare in condizioni inumane, lamentarsi per la lentezza.
Assurdo si, se non fosse che tutto è stato progettato ad arte per giustificare l'accorciamento delle prescrizioni e garantire l'impunità agli "amici degli amici".
Lo spacchettamento del reato di concussione è stato votato in blocco da PD e PDL proprio perchè salvavano sia Penati che Silvio da parte dei loro processi.
Poi vogliamo parlarne di queste prescrizioni? Noi siamo l'unico paese al mondo (Zimbabwe compreso) dove la prescrizione non si interrompe nemmeno se i processi vanno avanti, nel resto del mondo basta una raccomandata.
Sono decenni che la UE ci chiede di fare le persone serie ripristinando una VERA prescrizione e non la buffonata attuale, ma in questi casi la frase "è l'Europa che ce lo chiede" non vale.
Per quale motivo i politici avrebbero dovuto rallentare la macchina giudiziaria se godevano dell'immunità parlamentare? Vuol dire che la giustizia era un gioiellino fino a 20 anni fa e si è progressivamente "grippata" per l'abile lavorio dei politici che, non più protetti dall'immunità, l'hanno sapientemente boicottata?
EliminaMah? Come teoria mi sembra un po' tirata per i capelli, o no?
Paolo, ma tu sai quante ore del suo tempo un magistrato dedica alle udienze, quante alle consulenze, quante a passare notizie ai giornalisti, quante a farsi intervistare, quante a fare politica (il peggiore è addirittura riuscito a diventare Parlamentare Europeo e Sindaco di Napoli in tempi brevissimi), quante a fare social community?
EliminaPaolo tu sai quante volte è proprio la procura in assenza di elementi a allungare i processi?
Ti faccio il caso personale: sono stato arrestato il 22 Marzo del 2011 (dopo essere stato intercettato e pedinato per 9 mesi) con accuse ridicole (2 Ferrari in prestito e una "tangente" di 3.250 Euro) preso con gli elicotteri come fossi un pericoloso delinquente, tenuto in carcere per tre mesi con la scusa che potevo inquinare le prove (quali? il video bufala? o le Ferrari che non ho mai nascosto, o i 3250 Euro versati sul mio c.c.). Ecco, questo pericoloso criminale dal 20 giugno 2011 è libero (paura?)e il 17 Ottobre del 2012 ci sarà la SECONDA udienza del processo, e il mio avvocato non sta facendo nulla, su mia precisa disposizione, per rallentare il giudizio (e di eccezioni ce ne sarebbero a bizzeffe a cominciare dall'inizio delle intercettazioni telefoniche- 9 mesi- 9000 pagine). Ecco questa Follia mi vuoi dire che è colpa della politica o di una magistratura che non si occupa dei delinquenti ma di ciò che serve a far notizia?
Andrea D. guardi che non esiste l'immunità parlamentare, esiste la richiesta di arresto per deputati e senatori che va votata alla camera ed al senato e comunque quando parliamo di Penati e Cereda non parliamo di parlamentari o di senatori, parliamo di politici che possono essere arrestati tranquillamente come fossero gente comune.
EliminaNon c'è nessuna "teoria" in quello che dico, sono tutti FATTI ben dimostrabili e dimostrati.
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RispondiEliminaVabbè Fulvio, diciamo che mi hai dato l'occasione di riparlare del mio caso, e ti ringrazio, perchè questa Follia non deve, non può, passare nel dimenticatoio. E se devo pagare un'altra infamità (che contribuisce, per le persone con un minimo di spirito critico, a rafforzare il senso di prevaricazione irragionevole a cui sono sottoposto)ben venga, magari ne arriveranno delle altre, lo so che la lotta sarà continua e che fino a che non mi avranno zittito continueranno a provarci.
RispondiEliminaEcco da te, che sei bravo, mi sarei aspettato la capacità di rivoltare la frittata e di fare il "colpo" facendo della non notizia (o della bufala) la notizia, ma tant'è.
Lettura per l'estate: con la pioggia e la voglia di pensare David Foster Wallace La ragazza dai capelli strani, con il sole e la voglia di rilassarsi Donato Carrisi, Il tribunale delle anime... poi di che non ti penso.
Paolo Cicerone, con cotanto cognome, non sa nulla di magistratura.
RispondiEliminaIn tempo di vacanze gli consiglio un buon libro, così non continuerà a parlare per schemi preconfezionati senza basi.
Il libro è "L'Ultracasta" di Stefano Livadioti, giornalista dell'Espresso, così il silviuccio non c'entra.
E capirà qual'è uno dei cancri dell'Italia.
Chi spende di più al mondo per la giustizia che non è ancora riuscita a informatizzarsi.
Così, se uno viene arrestato a Milano e ha già commesso reati a Gorizia e a Caltanisetta, i giudici non se ne accorgono.
E sa perchè? Perchè i Magistrati hanno PRETESO di farsi da soli l'informatizzazione, senza interventi dello Stato. E questo è il risultato.
Lo legga: è divertente e istruttivo.
Poi torni a parlare della giustizia in Italia.
Vedrà che non si farà più vivo.
Non ho mai detto di essere un "esperto di magistratura", ma grazie a Dio (o chi per lui) non mi sono mai informato attraverso le testate e i libri sponsorizzati dal sig. DeBenedetti (tessera numero 1 del PD), altrimenti sarei molto più ignorante.
EliminaPosso sapere da quale pulpito lei parla? E' magistrato? E' giurista? Cos'altro?